________________________________ non cucino, gioco: something about me ________________________________

venerdì 16 luglio 2010

BOCCONI SEMIFREDDI
gorgo&caffè

















Questo abbinamento lo assaggiai per la prima volta nel mio bar preferito (mi mancate, ragazzi... ma è sempre bello tornare a trovarvi!! :).
Gloria quella sera, insieme ad altre stuzzicherie per l'aperitivo, fece i Gorghilli: pane nero, gorgonzola cremoso e una spolverata di caffè macinato (la marca in questione ha regalato il nome alle tartine ;).
Io bevendo il mio Grigio (cocktail studiato apposta per me e da me adottato per sempre) mi deliziavo scoprendo questo binomio di sapori che mi ha conquistata in modo definitivo.
A questo si unisce il ricordo di un cremoso gelato al gorgonzola assaggiato tantissimi anni fa da bambina. All'epoca era davvero choccante, ma ricordo di aver pensato che fosse decisamente interessante se non si pensava a servirlo su un cono come fragola o pistacchio.
Pochi giorni fa mi è capitato di disquisire con Manuela di fiOrdivanilla a proposito dei suoi tortelli al caffè (potete trovare qui tra i commenti il percorso delle elucubrazioni, se vi va).
E' stato bellissimo partecipare con lei alla creazione della struttura del piatto. Si perchè di quello si tratta: elaborazione del sapore da parte di una visionaria del gusto che ha una entusiasmante idea della cucina.
Li dedico dunque a Manu. Sono sicura che nelle sue mani avrebbero mille sfumature in più, ma sono rimasta fedele all'abbinamento che amo e che volevo avere il piacere di "farle assaggiare".
Inoltre può essere un punto di partenza da arricchire, destrutturare, ricomporre, trasformare.
Chiunque abbia un'idea da aggiungere o togliere a questa ricetta è il benvenuto!

Ingredienti per il semifreddo:
200 gr di gorgonzola morbido
100 ml di panna da montare
pepe

per il filler:
100 ml di panna
2 cucchiaini di farina di carrube
2 cucchiaini di caffè macinato

-Lavorare con la frusta elettrica la (o il?? Mah...) gorgo a temperatura ambiente, la panna e abbondante pepe.
Continuare per diversi minuti aumentando poco alla volta le velocità. La consistenza non sarà mai cremosa bensì un po' ricottosa, ma lavorarla a lungo lo stesso per rendere leggero l'amalgama incorporando aria.
-Alla fine si otterrà una crema un po' granulosa che si metterà negli stampini dei mini savarin o altri stampi piccoli. Sbattere bene lo stampo su un piano per distribuire la crema alla perfezione e livellare poi l'eccesso con una spatola.
-Riporre in freezer per un'oretta.
-Procedere poi con il filler lavorando panna, farina di carrube e caffè finchè non accenni a montare.
-Sformare i semifreddini appoggiarli su un piatto o un vassoio, riempire il buchino di crema con l'aiuto di una sac a poche e rimettere in freezer.
-Lasciare a temperatura ambiente qualche decina di minuti prima di servire.

Grandi quanto un boccone si scioglieranno in bocca freschi e sorprendenti.
Uffffffffffff! Certo che potevo dare un'altra forma al filler di cremaaa! XD


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mercoledì 14 luglio 2010

SEMINI E FAGIOLINI
con linguette di seitan

Ma non sono meravigliosi i semini??
A parte che sono allegri puntini nei nostri impasti o insostituibili guarnizioni dei nostri piatti, ma oltre a questo... che aroma!
Basta pensare: con cosa insaporisco questo pesce, questa verdura, questa salsa?
Ed ecco che troviamo il semino giusto, il semino azzardato, il semino classico...
Si meritano proprio un tag tutto per loro! Ed anche di essere un po' valorizzati (parlo per me) approfittando un po' di più della loro fragranza, della loro allegria, delle loro sfumature.
I ♥ semini !

Per questi fagiolini ho scelto quelli di senape, quelli di sesamo e quelli di girasole.
Ognuno ha portato con sè qualcosa lasciandomi soddisfatta di questo semplicissimo piatto.
A volte prepariamo cose talmente semplici che quasi ci sembra ridicolo postarle.
Ma io trovo che in questo periodo in cui le preparazioni sono spesso difficili da lavorare e la voglia di stare negli immediati dintorni di fonti di calore scarseggia... è l'idea che conta.
Inoltre a volte vogliamo trasmettere un profumo, una sensazione, un gusto. E non sempre è facile.
Quindi vi sottopongo questo piatto unico (ma si usa ancora dire così o abbiamo adottato una english version anche per questa definizione??) semplicissimo appunto, ma perfetto per non stare troppo ai fornelli senza rinunciare al gusto.

Ingredienti:
500 gr di fagiolini
4 hamburger di seitan
4 cucchiai di salsa di soja
2 cucchiaini di semi di sesamo
2 cucchiaini di semi di senape
1 cucchiaio abbondante di semi di girasole

-Mondare e lessare i fagiolini mantenendoli un po' croccanti e tenere da parte.
-In una padella fare scaldare dell'olio evo dove poi buttare gli hamburger di seitan tagliati a linguette. Fare sfrigolare bene.
-Aggiungere sesamo e senape e continuare la cottura finchè il seitan non sarà leggermente croccante.
-Unire i fagiolini e dopo qualche istante la salsa di soja.
-Far saltare a fuoco vivace.
-Guarnire infine coi semi di girasole.
-Servire caldo, tiepido o freddo.

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lunedì 12 luglio 2010

QUALCOSA DI FRESCO
(e rinfrescarsi anche le idee, no??)




















Un gelato? Un semifreddo? Una crema fredda?
Cosa ho fatto? Non lo so...
Ultimamente ho letto di gelati con ricotta, senza gelatiera, con uova, senza crema, sorbetti, semifreddi... io mai fatto nulla del genere e allora che ho fatto? Di tutto un po', credo.
Come quando durante il giorno per esempio vedi un film di vampiri, giochi a freesbee e ti mangi un piatto di spaghetti alle vongole. E la notte sogni vongole dai canini aguzzi che guidano un disco volante!
A voi non capita mai??
...
Uhm...
Troppo tardi per dire neanche a me??! :D
Ad ogni modo il mio cervello ha ragionato (parola grossa) così... ha messo nello shaker tutte le nozioni apprese e ha tirato fuori... questi!
Uno lo chiamerò gelato (ci somiglia abbastanza) e l'altro lo chiamerò fruttolo (prendendo in prestito il nome del prodotto commerciale che ben conosciamo)

Ingredienti per il gelato:
2 uova
500 ml di latte
250 gr di ricotta
200 ml di panna da montare
100 gr + 2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di maizena
2 tazzine di caffè forte
1 cucchiaino di caffè macinato
50 gr di cioccolato fondente
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di cardamomo (che non ho messo, ma ci starebbe benissimo)

-Preparare una crema sbattendo le due uova intere con lo di zucchero e unendovi il latte caldo a goccia, le due tazzine di caffè, la vanillina e la maizena. Mettere il tutto su fuoco dolce girando ininterrottamente. Smettere quando si raggiunge la densità desiderata. Mettere in un contenitore di vetro e fare raffreddare.
-Quando la crema al caffè è tiepida aggiungervi la ricotta passata alla frusta con il cucchiaino di caffè macinato e la panna montata per 3/4 con i due cucchiai di zucchero. Mescolare fino a rendere omogeneo e mettere in congelatore.
-Dopo una mezz'oretta di freezer aggiungere il cioccolato tagliato al coltello e ogni ora avere cura di dare una energica rimestata per mantenere il composto cremoso.

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Ingredienti per il "fruttolo":
100 gr di robiola morbida
100 gr di lamponi
1 banana
3 cucchiai di zucchero
125 gr yogurt bianco
2 dita di latte
1 foglio di colla di pesce
1 bustina di vanillina
1 goccia di colorante alimentare giallo

-Mettere a bagno in acqua fredda il foglio di colla di pesce e quando è morbido unirlo al latte scaldato in un pentolino e alla vanillina. Aggiungerlo poi a goccia allo yogurt e mettere da parte.
-Frullare i lamponi con due cucchiai di zucchero, metà della robiola e metà dello yogurt.
-Riempire con questo composto metà stampino (ancora meglio se si hanno quelli da ghiacciolo) e mettere in freezer per un'oretta.
-Preparare con lo stesso procedimento il frullato alla banana, ma stavolta con un solo cucchiaio di zucchero e la goccia di colorante giallo e riempire l'altra metà degli stampini.
-Mettere in freezer per alcune ore e tirar fuori una mezz'oretta prima di servire

Li ho messi insieme nello stesso post perchè parte della medesima elucubrazione delirante.
Buoni però! :d

venerdì 9 luglio 2010

SE NON C'E' L'OMMO...
... c'è l' hummus



















Che come sappiamo non è una sottospecie di ominide...
Anzi se vogliamo dirla tutta hummus significa ceci. Ma la mia crema è di fave. Come la mettiamo, allora?? Massì, la chiamo Crema di Fave, anche perchè senza tahina che hummus è?
Quella sera si prospettava un motoraduno e l'ommo è arrivato trafelato a casa giusto in tempo per cambiarsi e scappare. Io, che fino ad un attimo prima ero mentalmente già in sella, al pensiero di vestirmi con giacca con protezioni, pantaloni lunghi, anfibi e casco con una temperatura di 35° e un'midità da foresta pluviale, all'ultimo ho detto... ma io non vengoo!!
Ecco, è successo... sto invecchiando...!!!
Un po' triste per il mancato giro in moto e un po' no per aver conservato abiti minimal da gran caldo, mando sms ad amica: se non fai una mazza a cena son sola.
Risposta: non faccio una mazza.
(Vabbà dai, perdonate i francesismi...)
Menu per la serata: hummus e fichi con caprino.
Perchè se l'ommo non si divide... per l'hummus è tassativo il contrario!

Ingredienti:
700 gr di fave al netto
125 gr di yogurt
mezzo limone
olio evo qb
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 piccolo spicchio d'aglio
pepe
sale

-Cuocere le fave in un soffrittino di cipolla aggiungendo acqua pian piano che si consuma, finchè non saranno morbide e tenderanno a disfarsi.
-Fare raffreddare un po' e poi passarle nel passa legumi. Se sono tenere è sufficiente frullare il tutto, ma le mie non lo erano...
-Ottenuto il passato di fave irrorarlo con sufficiente olio evo, aggiungere lo yogurt, il limone, il coriandolo, il pepe, il sale e l'aglio schiacciato con l'apposito attrezzo o finemente tritato.
-Mescolare bene e rifarlo di tanto in tanto per far amalgamare bene gli ingredienti.
-Servire freddo.

I fichi sono stati tagliati in 4 e conditi con una crema di yogurt e caprino tenero, con colatina di miele e qualche seme di nigella a decorare. Fichi e caprino è un abbinamento che ho scoperto per caso tempo fa con un formaggio troppo gustoso che ho accompagnato ai dolci fichi: un connubio che mi ha conquistata.

giovedì 8 luglio 2010

IL CLAFOUTIS
questo sconosciuto


















Ebbene sì, mi perdonino i veterani di forni e fornelli...
Mai mangiata, mai fatta e nemmeno mai vista. E nemmeno riesco a pronunciarla! Persino scriverla all'inizio è stato un problema: "Como... Livorno... Ancona..."
Questo dolce mi era del tutto sconosciuto prima di cominciare a sbirciare nel regno dei foodblogger.
Magari mi ci sarò anche imbattutta qualche volta nella mia vita in qualche locale e magari, conoscendomi, la mia attenzione è stata rubata da altro tipo di dolce più cremoso, più cioccolatoso, meno fruttoso...
Ma da quando bazzico dalle vostre parti e da quando è stagione di ciliegie (ormai andata... sigh...) ne vedo sbucare da tutti gli angoli.
Chiaramente l'attenzione era ormai catturata e quando ho visto la versione di FrancescaV, senza burro, ho pensato fosse perfetta per il light-tag.
Tuttavia non sapevo bene che gusto aspettarmi e che consistenza cercare. L'unica cosa appresa leggendo su moltissimi posts era che, facendo cuocere le ciliegie col nocciolo, avrei avuto un particolare aroma che diversamente non si sarebbe sprigionato. Dico la mia a riguardo: è verissimo!
Per curiosità ho fatto cuocere il dolce senza denocciolare le ciliegie e il sentore che si è rivelato quando era ancora tiepido (ma che poi è sparito quando si è raffreddato) è proprio quello di una leggera orzata.
Una bella sorpresa per me scoprire questo dolce semplice di gusto ed esecuzione e con quell'aroma in più regalato da questo semplice accorgimento.
Ora finalmente posso dire di aver assaggiato il Clafoutis. Mi manca solo sapere come si pronuncia per evitare scene a tavola tipo... " Cos'è? " e io " Una claf... una clof.. una CLAFUI' !!! "
Non mi resta che provare anche la versione meno light, ma per questo periodo così rovente ho trovato quella di Francesca un'ottima e saporita soluzione. Ecco la ricetta.

Ingredienti:
300 gr di ciliegie mature
2 uova
80 gr di farina 00
125 gr di yogurt bianco
60 gr di zucchero di canna chiaro + un po' per spolverare
150 ml di latte freddo
semi di metà baccello di vaniglia (io non ne avevo e ho messo vanillina)
1 cucchiaio di kirsch (io ho messo della grappa gialla)

-In una terrina preparare la pastella sbattendo leggermente le uova, unendo a pioggia la farina e poi incorporando yogurt, zucchero e latte.
-Mescolare con una forchetta o con il frustino da pastella finchè il composto non sia bello liscio.
-Aggiungere i semi della vaniglia e il liquore.
-Lavare, asciugare e denocciolare le ciliegie (io ho appunto saltato l'ultimo passaggio) e appoggiarle sul fondo di una pirofila imburrata.
-Versare la pastella e infornare in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti. Io l'ho lasciato 35, finchè non si è dorato sulla superficie.
-Sfornare e spolverare di zucchero di canna e servire tiepido

Nel mio caso sarebbe bastata una pirofila più piccola per far sì che la frutta fosse quasi del tutto ricoperta dall'impasto, ma ne ero momentaneamente sprovvista. Tuttavia anche queste ciliegiozze che sbucano per metà allegre e tonde non mi sono dispiaciute all'occhio

lunedì 5 luglio 2010

FINTA TARTARA
con scalogno caramellato


















Non sapevo se postare questa ricetta...
I motivi sono molteplici: il macellaio non ha fatto un buon lavoro col taglio al coltello della carne (volevo farlo da me, ma ho dato per scontato che coi loro coltellacci sarebbe venuta meglio), la presentazione non è venuta come volevo, la foto è tagliata in modo strano tipo foto di famiglia senza i piedi, ma soprattutto perchè... non ha superato la Prova Dolce Metà!
Il pover'uomo pazientemente si nutre di tutti i miei esperimenti e di solito li apprezza tutti, quali più quali meno. Ma questa finta tartara... proprio no.
Ci pensavo da qualche giorno e ridendo sotto i baffi immaginavo il momento in cui avrebbe visto la ciccia con l' "ovetto" (sembra vero, eh?!!). Avevo perfino spiegato con entusiasmo al macellaio cosa avrei fatto di quel manzo che lui pazientemente stava tagliuzzando. Il suo sguardo era stato eloquente, ma non mi aveva scoraggiata perchè immaginavo la sorpresa che avrei destato a tavola una volta scoperto il trucchetto.
Ecco allora che la domenica a pranzo mi cimento nell'ardita preparazione.
Sì sì, le facce sono state tutte come mi aspettavo, tranne una: quella dell'assaggio.
Ci ha provato, eh! Ho visto che ci ha provato... ma proprio non ce l'ha fatta :) .
A me invece è piaciuta, ma chiaramente il dubbio rimane: è postabile o è una schifezza?
La conferma l'ho avuta la sera a cena al bis (eh... me ne sono toccate due porzioni): si può proporre. Anzi...non cambierei proprio nulla.
Come sappiamo la tartara è una tipica preparazione francese che prevede carne cruda e tuorlo d'uovo crudo. E' abbastanza diffusa anche qui in Piemonte, ma personalmente, mangiata una volta, non ho mai avuto voglia di riassaggiarla.
Però, visto che la carne cruda ci piace molto, ho pensato di farne una... finta!

Ingredienti:
400 gr di manzo tagliato al coltello
6 albicocche + 1 per decorazione
mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 limone
3 scalogni
erba cipollina
pepe
sale
1 cucchiaino di zucchero
olio evo

-Mondare le 6 albicocche e metterle ad ammorbidire a fuoco dolce in un pentolino con il succo di mezzo limone.
Quando hanno raggiunto una consistenza cremosa togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.
-Tagliare a dadini lo scalogno e farlo soffriggere in un po' d'olio.
Aggiungere poi 2 cucchiai di aceto e un cucchiaino da caffè di zucchero e fare quasi caramellare.
Una volta consumato l'aceto aggiungere il mezzo bicchiere di vino bianco, un pizzico di sale e fare cuocere coperto.
Quando il vino sarà consumato togliere dal fuoco e mettere da parte a raffreddare.
-Intanto condire la carne con il succo dell'altro mezzo limone, olio, sale, pepe ed erba cipollina.
-Quando la composta di albicocca è fredda aggiungere abbondante pepe ed erba cipollina.
-Comporre la tartara contornandola con la composta ed adagiandovi sopra mezza albicocca che verrà massaggiata delicatamente con un po' d'olio per ottenere l'effetto lucido.
-Accompagnare con lo scalogno caramellato e servire.

L'abbinamento è forse azzardato, ma io ho trovato che l'acidulo della composta di albicocche ben si sposasse con la carne a sua volta condita con del limone. Il dolce l'ho invece affidato allo scalogno che, accompagnando il resto, completava i bouquet di sapori.

venerdì 2 luglio 2010

TORTINI ALLA MANDORLA
con miele granulare

























La spesa è una cosa strana...
Può essere stress o divertimento. Diventa stress quando la dobbiamo fare (e quindi vai di corsa, parcheggia dall'altro capo del mondo, caricati come un mulo da soma...), ma può essere anche un divertimento quando il tempo a nostra disposizione è molto (quindi tutto con calma, la distanza auto-super diventa una passeggiata e magari c'è anche qualche amica ad aiutarci con la buste).
Per la frutta e la verdura mi arriva la bio-cassetta e quel che non ho lo reintegro al mercato dove prendo quel che posso trovare là come carne, affettati, formaggi, ma per tutto il resto... c'è il super.
Non che impazzisca per fare la spesa in questi megastore, ma in effetti trovi tutto. Il momento di imbustare però è sempre quello che temo di più: mi assale l'ansia da prestazione...
Mettere tutto alla rinfusa senza cercare di distribuire i pesi, le cose-da-sopra e le cose-da-sotto non mi va e allora cerco di imbustare in modo ragionato con conseguente montagna di prodotti che si accavalla al fondo del nastro trasportatore e il beep del lettore ottico che continua incalzante fino alla frase: "Sono tot euro" (sempre troppo...) e tu concitata cerchi il portafoglio guardando la mole di roba che devi ancora sistemare e il cliente successivo che pare un centometrista allo starter della griglia di partenza. Insomma devi sgombrare il campo in fretta e finisci per stipare le ultime cose un po' a caso spiaccicando formaggi teneri e stipando patatine (e un pacchetto ogni tanto concediamocelo!) che cedono alla spinta con tanti piccoli crick-crock.
Quel giorno però ero con calma e accompagnata anche da un'amica, un valido aiuto per l'operazione imbustamento.
E dove si va a fare la spesa? A solito posto? Naaa...
Quando si va al solito posto tutto è routine, ma quando cambi ti fai attirare da nuovo prodotti, da proposte diverse, da bizzarre offerte speciali e passeggi piano tra le corsie fotografando con lo sguardo ogni nuova scatolina e ogni strano pacchettino.
Ed è qui tra zuccheri e dolcificanti che ti trovo... zucchero di canna e miele granulare insieme.
"Uhmm... che gusto avrà? Una via di mezzo tra i due, immagino... "
e mentre penso questo il pacchettino era già nel carrello e il mio cervello già macinava su come impiegarlo...

Ingredienti:
125 gr di farina 00
125 gr di farina di mandorle
50 gr di burro salato
180 gr di zucchero di canna e miele granulare
2 uova
125 gr di yogurt bianco
1 bustina di lievito vanigliato
mandorle intere per decorare
Per la glassa:
100 gr di zucchero e velo
1 cucchiaio ca di miele fluido

-Lavorare con la frusta elettrica le uova e il miele+zucchero finchè la consistenza non diventa leggermente spumosa.
-Unire poi il burro salato fuso e intiepidito e lo yogurt.
-Incorporare a seguire le farine a pioggia ed il lievito.
-Infornare in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti se sono monoporzioni o per 40 se è un unico stampo.
-Intanto preparare la glassa unendo un po' alla volta il miele allo zucchero. L'impasto è piuttosto duro, ma sconsiglio di renderlo maggiormente fluido perchè tende a sciogliersi già di suo. Infatti questa glassa è stato un po' un esperimento e la considererei più da presentazione perchè dopo una mezz'oretta i tortini se la sono ciucciata quasi tutta.
-Sformare i tortini a completo raffreddamento e decorare con la glassa e una mandorla intera.

L'impasto è molto arioso (infatti per ritenersi soddisfatti uno non basta) e la delicatezza della farina di mandorla ben si unisce a questo dolcificante che ha in sè proprio l'unione dei due sapori: zucchero di canna e miele.