________________________________ non cucino, gioco: something about me ________________________________

venerdì 18 marzo 2011

SFORMATINI TRICOLORE
cercando il senso di appartenenza




















Ieri è stata la festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Lo scrivo e già mi occorre una pausa per pensare.
Cosa mi ha smosso alla fine questa celebrazione?
Un gran rodimento interiore nel vedere l'intera classe politica applaudire la retorica e cantare l'inno con ostentata fierezza.
Un giramento di cabasisi nel constatare con quale presidente del consiglio siamo arrivati a questa ricorrenza.
Un fastidio interiore nel non sentire un senso di appertenenza, un barlume di patriottismo, un benchè minimo moto di fierezza...
Non sono cresciuta con il senso della patria, forse perchè l'aveva già fatta qualcun altro, e ancora adesso mi chiedo cosa rappresenti per me il tricolore.
Ma quando vedo un ragazzo indiano al semaforo in piedi sotto la pioggia per ore a vendere bandiere mi confondo ancora di più.
Per qualcuno (che sta peggio) significa speranza. Per altri democrazia.
Ma per noi che ci siamo dentro??
Perchè dobbiamo sempre pensare a chi sta peggio per valutare ciò che abbiamo? Questo non ci fa crescere.

Nel pomeriggio seguo la presentazione di un libro: Donne del Risorgimento, tenuta dall' autrice nelle vesti di gradevolissima oratrice.
Lì -nella storia- trovo fermento di ideali, volontà di appartenenza, sprezzo della paura e tenacia nel perseguire un credo fino alla morte.
In una ricorrenza che non si può non festeggiare faccio pace con questa festa pensando con immenso rispetto a chi ha sacrificato tutto, anche la vita, per quella bandiera che ostentiamo più per goliardìa che per senso di patria.

Uffici pubblici (l'impiegato col pizzetto dipinto a tricolore, manco ai mondiali lo avremmo visto) e identità private (supermercati, negozi) ostentano spillette e coccarde.
Sul mio balcone sventola il tricolore.
E forse anche il mio piatto, preparato per una cena tra amici, rappresenta uno sforzo da parte mia nel cercare questo spirito di appartenenza. Un po' goliardico, forse. Ma giuro che ci ho provato.

Ingredienti per 6 cocottine:
1 cestino di cavoletti
1 terrina grande di spinaci al netto
mezza cipolla
3 uova
3 cucchiai di besciamella soda
2 etti di mortadella
una generosa grattata di parmigiano o pecorino
Olio evo, sale, pepe qb
formaggio filante e pomodori secchi per il top

-Lessare le verdure in acqua salata e poi passarle al mixer per ridurle in purea.
-Fare soffriggere la mezza cipolla in olio evo fino a doratura e poi aggiungervi la purea di verdura e farla saltare in modo che perda più possibile umidità.
-Aggiungere al composto due cucchiai di besciamella e fare raffreddare.
-Intanto passare al mixer la mortadella con un tuorlo e un cucchiaio di besciamella.
-Quando il composto di verdure è freddo aggiungere anche lì due tuorli e amalgamare bene.
-Montare gli albumi a neve e aggiungerne l'equivalente dei 2/3 alle verdure e il restante 1/3 alla mortadella, mescolando dall'alto verso il basso per non smontarli.
-Prendere poi i pirottini e con un cucchiaio fare uno strato di composto verde, poi uno di mortadella e poi un altro verde.
-Mettere le cocotte in una teglia, riempirla d'acqua affinchè i 2/3 dei pirottini ne siano immersi e infornare a 180° per 30 minuti o finché si sarà formata una bella crosticina.
-Estrarre dal forno, aggiunfere formaggio e pomodorini e rinfornare per altri 5 minuti, giusto perchè si fonda il formaggio senza bruciacchiarsi.
-Sfornare dopo 5 minuti di stazionamento a forno spendo (pura precauzione), fare intiepidire un po' e servire.
-Noi le abbiamo mangiate riscaldate poi nel forno con coperchietto sopra e non avevano perso nulla dell'ariosa sofficità. Ottime: da rifare!

Con questa ricetta partecipo al contest Una Ricetta Lunga 150 anni di Cuoca a Tempo Perso.

30 commenti:

  1. bellissimi e buonissimi...troppo brava!!!

    RispondiElimina
  2. Evviva l' Italia !
    Ottima ricetta ma ancor più buono ne è stato il suo sapore ^_^

    RispondiElimina
  3. MA CHE BELLIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!

    RispondiElimina
  4. Dubbi e perplessità "patriottico-politiche" più che condivisibili. Niente tentennamenti invece di fronte all'inno tutto italiano preparato con cura e commestibilmente gradevolissimo :)

    RispondiElimina
  5. Sulla politica stenderi un velo pietoso, mentre su questi sformatini alzerei trionfante la forchetta :D! E' anche l'ora giusta :)) Baciotti tesoro, buon we

    RispondiElimina
  6. Ti confesso che ieri mi sono sentita fortunata. Ero all'estero quindi non ho potuto godere del giorno di festa...ma almeno mi sono risparmiata tutta la finta retorica delle TV e dei giornali.

    RispondiElimina
  7. Lascio assolutamente perdere la politica perché è innominabile oramai..anche qui da noi! Molto appetitosi questi sformatini e nemmeno qui mi pronuncio perché mi piacerebbe troppo avere una cocottina proprio qui davanti e gustarmela fino all'ultima briciolina!!Bacione

    RispondiElimina
  8. bah, io ormai sono una vecchia disillusa e provo repulsione per ogni ricorrenza che se pur rispettata mi sa anche quella di marketing e immenso spot pubblicitario...e non vado oltre per rispetto al tuo spazio!
    le terrine, dimmi cosa non mi piace di quello che fai??!!

    RispondiElimina
  9. In qualunque modo avvenga, a me sembra bello cercare comunque un senso di appartenenza. E non è più bello farlo NONOSTANTE tutto?
    E mi piace vederlo anche nelle tue cocottine :-)

    RispondiElimina
  10. il senso comune dell'amore verso la nostra patria spesso mi commuove ma solo per quanto riguarda noi come popolo i politici fanno ridere...quanta falsità, da oggin sono sicura che sono tornati a scannarsi!!!che belle le cocotteeeeeeeeee sono uno spettacolo ma il contenuto ancora di piu!!bacioni imma

    RispondiElimina
  11. Sei riuscita (non so se l'hai fatto coscientemente o meno) a mettere nello stesso piatto tanti ingredienti che rappresentano bene tutta l'Italia: dalle verdure alla mortadella, dalle uova al parmigiano..tutto parla di Italia. Direi che i nostri politici l'Italia non se la meritano...e forse noi dovremmo votare con più criterio! Ma l'unità, quella vera, è un valore talmente bello che hai fatto benissimo a festeggiarlo, come meglio hai potuto! Ah, Come al solito, bellissima ricetta!

    RispondiElimina
  12. Hai fatto una ricetta molto bella e gustosa. Mi piace proprio. Hai una nuova sostenitrice. Ciao

    RispondiElimina
  13. Condivido ogni parola che hai scritto. Tra ieri e oggi, facendo un giro tra i vari blog, di cucina e non, ho notato che questi sentimenti sono sentiti da tanti italiani.
    Deliziosi i tuoi sformatini.

    Baci e buon fine settimana

    Giovanna

    RispondiElimina
  14. posso solo dire che qs sformatini sono eccezionali ^_-! bacioni e buon we!!

    RispondiElimina
  15. Le tue considerazioni sono state le mie...e nonostante tutto anche io mi sono sforzata... forse anche per cambiare le cose!
    Bellissimo il tuo allestimento patriottico!

    RispondiElimina
  16. Oggi tenderei ad essere un pò negativa...senso di appartenenza? .....ne sento poco e lo vedo ancora meno.
    Probabilmente lo sentono di più quelli che per qualche motivo sono lontani....non so...
    Ma forse in questi giorni ci abbiamo riflettuto tutti di più e questo è già un risultato.....si può migliorare, senz'altro....si deve migliorare...
    Simpatica la tua cena tricolore....non poteva mancare la mortazza in un'occasione come questa:D...
    Un bacione
    Kisskiss

    RispondiElimina
  17. Io mi sento molto cittadina del mondo ;-)...E questi tuoi sformatini li trovo deliziosi!!!Un bacione

    RispondiElimina
  18. Anche io faccio una gran fatica. Ed ultimamente qualcuno mi ha remato talmente contro che mi sono domandata il perchè di tanti sforzi resuscita- {o meglio stimola} patriottismo. Hai ragione, noi non l'abbiamo fatta, ce la siamo trovata in eredità: e mi dico che dobbiamo assolutamente tramandarla. Intanto me lo dico e, come te, cerco di applicarmici, fosse anche col tricolore nel piatto.
    Un bacio grande,

    wenny

    RispondiElimina
  19. con un presidente del consiglio così è davvero difficile ma dobbiamo sforzarci prima o poi andrà via :)
    buone le cocottes!

    RispondiElimina
  20. E' un'appartenenza che sentiamo poco, perché siamo presi da altro, ma in fondo in fondo come si fa a non riconoscersi come italiano?
    A generare sfiducia è il difficile momento politico che stiamo attraversando, ma in cucina tanti dubbi trovano risposta :D

    RispondiElimina
  21. Bellissimi e buonissimi, complimenti.
    Buona domenica Daniela.

    RispondiElimina
  22. scusami se non mi soffermerò molto a parlare della ricetta in questo post, pur piacendomi moltissimo, neanche a dirlo;)
    Mi trovi d'accordo su ogni tua parola. Ti riporto il mio breve pensiero al riguardo (breve nel concetto), sicché riguardo alla politica in quanto tale preferisco non pronunciarmi, perché la politica italiana fa ridere anche i polli (e invece a noi.. "Non ci resta che piangere"..).

    Amo Oriana Fallaci non tanto per le sue ideologie, ma per due altri motivi: la sua forza: una donna meravigliosa, combattiva, fondamentalmente sola ma sempre e comunque forte; il suo amore per l'Italia ché, nonostante tutto, l'ha sempre amata e difesa con tutte le forze e ad ogni costo. Guai a toccargliela.


    da La rabbia e l'orgoglio: "La mia Italia è un'Italia ideale. È l'Italia che sognavo da ragazzina, quando fui congedata dall'Esercito Italiano–Corpo Volontari della Libertà, ed ero piena di illusioni. Un'Italia seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, quindi meritevole di rispetto. E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade."

    amo il mio paese, amo l'Italia. La amo per la sua cultura, per la sua bellezza e l'apprezzo e la stimo per tante cose. Di certo però non mando giù la mancanza di quel senso patriottico proprio di alcune nazioni. E mi spiace di questo. Il patriottismo può essere variamente interpretato, ma di base è "il sentimento di appartenenza alla comunità nazionale". Ancor di più, di devozione e di fedeltà alla patria intesa come luogo fisico-geografico e storico-culturale nel quale la comunità stessa, nel tempo e nell'avvicendarsi delle generazioni, si è formata, radicata, evoluta, sviluppata, formata.

    L'appartenenza a questo elemento naturale che si acquisisce con la nascita è l'adesione matura, consapevole e perfino sacrificale a esso, è il punto di una crescita culturale denominata appunto patriottismo, le cui ragioni morali trovano giustificazione e si legittimano nella percezione dei vincoli fondanti la convivenza tra simili che parlano la stessa lingua, vivono secondo i medesimi costumi, sono prodotti di una tradizione condivisa, spesso sono uniti da uno stesso credo religioso. Insomma il patriottismo è strettamente legato a un complesso valoriale ed emotivo e si manifesta come una «religione laica» dai connotati civili che, in alcune circostanze, assumono le fattezze della sacralità. (da "Liberal").

    Ecco, tutto questo è ben spiegato anche dalle tue parole, da una in particolare: il senso di appartenenza.

    quando vedo un ragazzo indiano al semaforo in piedi sotto la pioggia per ore a vendere bandiere mi confondo ancora di più.
    Anche io, come te, ho le stesse perplessita alla vista di questi individui.

    Perchè dobbiamo sempre pensare a chi sta peggio per valutare ciò che abbiamo? Questo non ci fa crescere.
    Giustissimo, l'ho sempre pensata così e mi sono sempre arrabbiata con quelle persone che di volta in volta, di fronte al mio pormi un problema o in uno stato d'animo poco piacevole per un qualche evento personale, mi dicevano "pensa a quelli che stanno peggio". Ma che diavolo significa? Io penso a quelli che stanno meglio, se voglio farmi forza e migliorarmi laddove posso (vedi l'operazione che ho fatto, tu sai..). Guardare il peggio significa volersi mettere l'anima in pace, adeguarsi, non voler combattere, non volersi migliorare.

    Ci sarebbe tanto altro da dire, ma concludo qui perché altrimenti intaso questo form dei Commenti con un argomento che a molti probabilmente non interessa.

    Un abbraccio Tiz,
    Manu

    RispondiElimina
  23. Bellissime queste foto......tutte all'italiana e complimenti per la ricettina.... un bacione la stefy

    RispondiElimina
  24. è molto condivisibile il tuo post. In qualche modo (e anche per motivi comprensibili, come lo può essere un ventennio di dittatura totalitaria) ci hanno abituato, insegnato, a differenza di altri paesi(europei e non, 'giovani', come noi ancora siamo, e meno giovani) ad avere una concezione 'etica' della parola retorica. Ci siamo abituati a usare una sapida ironia sulle parole patria, tricolore, inno, rito. Come se tutto questo non fosse sempre anche un po' buffo, ma parte indissolubile del senso di nazione e di cittadinanza (quello, mi pare, che deve essere emerso dalla presentazione del libro che descrivi). E così abbiamo lasciato ad altri tricolore, retorica (non etica), inno, riti. E probabilmente, in buona fede, abbiamo sbagliato. Non ci resta che rimboccarci le maniche, e ripartire. D'altra parte con le nazioni giovani la storia si fa anche così...

    RispondiElimina
  25. Innanzitutto complimenti per il piatto appetitoso !Su molti punti di vista ti do ragione per il tuo sfogo, l'Italia a causa della classe dirigente ha perso credibilità..

    RispondiElimina
  26. @ Tutti: grazie per il vostro passaggio. Mi fa semre tanto piacere.

    @ a chi ha speso qualche parola sul concetto di patria: è bello vedere che intorno a queto tavolo non si parla solo di ricette, ma siete commensali con i quali si può discorrere di tutto. Condividendo o meno un pensiero, ma dicendo garbatamente la propria.
    Grazie ancora per aver scelto di lasciare la vostra opinione.
    Questa storia ci smuove, come ho visto, sentimenti comuni e spunti di riflesisone interessanti.
    Grazie ancora.

    Tiz

    RispondiElimina
  27. Ciao, arieccomi, scusa se mi permetto, ma ho visto questa ricetta e ho pensato che sarebbe perfetta per il contest tricolore di Alessandra, di cuoca a tempo perso..nn so se già ci partecipi! Io sn giudice, ma nn della categoria in cui rientrerebbe, quindi lo posso dire :-) va bè scusami se sn stata invadente, ma era troppo benna e 'tricolorata'!

    RispondiElimina
  28. eccomi.. Ciaoooo..
    To inserisco nell'elenco..
    Bella ricetta.. e buona fortuna.
    Grazie per partecipare al mio contets Alessandra

    RispondiElimina