TRIS DI VERDURE RIPIENE ALL'AMARANTO
e tris di abbinamenti
Stavolta non sapevo davvero dove sarei andata a parare...
Beh... è quasi sempre così veramente ( ed è per questo che mi diverto, credo :), ma questa volta... sono andata totalmente alla cieca.
Tempo fa ho acquistato una confezione di amaranto soffiato (per le info leggere qui) e non conoscendolo ho domandato al commesso di spiegarmi cosa fosse e come si utilizzasse.
Mi spiegò, in modo fuorviante, che è un cereale e che avrei dovuto cuocerlo.
Fuorviante perchè in realtà cereale non è e, soprattutto, quello soffiato credo non vada cotto affatto...
Nemmeno le ricerchine in rete sono state esaustive sull'argomento: si parlava o di cotture lunghissime o di consumazioni a colazione nello yogurt. Quindi, come ho detto, sono andata a naso.
Sarà che ho studiato tre ripieni diversi che han reso la cosa più sfiziosa, ma ce le siamo spazzolate tutte, queste verdurine...!!!
Sicuramente lo riutilizzerò, magari non soffiato per capire bene la differenza. Mi incuriosisce tantissimo il fatto che si possano fare delle specie di pop-corn scaldando i grani in padella come per il mais... :>
Mi fa piacere contribuire con questa ricetta al contest Cereali Integrali de Il Gatto Goloso (anche se... pare che l'amaranto cereale non sia! :)
Ingredienti di base:
100 gr di amaranto soffiato
100 gr di riso parboiled
2 uova
Per i Pomodori:
2 scalogni
origano
pangrattato
sale, zucchero e pepe qb
Per il Peperone:
5 filetti di acciughe
una manciata di capperi
una dozzina di nocciole
pangrattato
Per la Melanzana:
pomodoro (quello ricavato svuotando quelli sopra)
qualche foglia di basilico
qualche fetta di salame piccante
polpa della melanzana
pangrattato
-Far tostare un poco l'amaranto soffiato in pochissimo olio e poi aggiungere dell'acqua e del sale per cuocerlo. Basteranno 5 minuti perchè si disfi, quindi scolarlo molto bene in un colo fitto e metterlo a raffreddare mescolando di tanto in tanto.
-Fare cuocere il riso al dente e mischiarlo all'amaranto per farli raffreddare insieme e perchè il riso gli rubi un po' di umidità.
-Tagliare a metà una melanzana, privarla della polpa, cospargerla di sale e metterla capovolta su una gratella per una mezz'oretta perchè si elimini l'acqua di vegetazione. Fare lo stesso con la polpa tagliata a pezzi.
-Svuotare i pomodori, tagliarne la polpa a cubetti e mettere da parte.
-Mondare il peperone, tagliare a metà e mettere da parte.
-Preparare in un padellino lo scalogno facendolo ammorbidire in poco olio e poi cuocendolo in aceto, zucchero e sale a seconda del gusto personale. Mettere da parte.
-Stufare la polpa di melanzana, passarla al minipimer finchè non sia una crema e mettere da parte.
-Passare al mixer le alici, le nocciole e i capperi e... mettere da parte :)
-Prendere il mix di amaranto e riso ormai freddo e aggiungervi le uova sbattute precedentemente in una ciotola con un pizzico di sale e pepe. Dividere il tutto a occhio in tre terrine diverse.
-Ora procedere con l'assemblaggio dei vari ripieni.
Per i pomodori: unire all'amaranto e riso lo scalogno e l'origano e riempirli avendo cura di cospargerli prima con una spolverata di pangratto.
Per il peperone: unire ai cereali il trito di nocciole, capperi e alici e riempirli, sempre spolverandoli prima con del pangrattato.
Per la melanzana: unire al mix il pomodoro, la crema di polpa di melanzana, il salame a cubettini e il basilico tagliuzzato e riempire dopo la spolveratina di pangrattato.
-Riporre in una teglia foderata di carta da forno e infornare a 180° per 50 min o qb.
L'amaranto, a differenza di quel che mi aspettassi, è piuttosto saporito e ben regge i gusti accesi degli abbinamenti. Inoltre in questa preparazione è risultato cremoso dando alle verdure la giusta umidità e un ripieno non troppo compatto. E poi è digeribilissimo...!
::::::::::::::: si aprono, si chiudono... e di tutte, questa è la più gustosa :::::::::::::::
lunedì 30 agosto 2010
venerdì 27 agosto 2010
CAKE LEMON CURD E CIOC-COLATA
e ricerca del real plum-cake
Quando acquistai il Lemon Curd alla Fiera Gastronomica Itinerante lo assaggiai in questo enorme banco con il tetto del tendone raffigurante una bandiera inglese. Pensai: beh, se non è buono questo!
E in effetti mi conquistò immediatamente (non lo avevo ancora mai assaporato). Ne acquistai due vasetti che ho custodito gelosamente fino all'altro giorno quando ho, con dedizione, cura e attenzione, deciso di aprirne uno. Temevo che una volta girato il tappo di quel barattolo non sarei più riuscita a smettere. D'altronde il Banana Curd mi aveva dato di questi problemi... :>
Vabbè... avrei resistito! Sarei stata forte!
Mi armo di cucchiaino, apro il barattolo (il ffopp della capsula mi fa da preludio alla delizia), annuso e... già lì le note eran diverse da come ricordavo. Storgo un po' il naso, affondo la posata in quella bella consistenza cremosa, ma era più compatta di quel che mi aspettassi. Assaggio e... mamma mia! Che sapore carico! Ma quello che avevo assaggiato lì mica era così! Era cremoso, vellutato e delicatamente asprigno...
Questo sembra un concentrato di limone abbinato a un burro decisamente saporito che ne conferisce qualche nota di formaggio.
Insomma... dacchè credevo di non fermarmi più dopo l'assaggio, ho poi dovuto inventarmi un dolce per cercare di consumarlo perchè così sul pane proprio non se ne parlava...
E nemmeno in una crostata perchè, se da un lato lo avrei finito in unica soluzione, dall'altro il suo gusto deciso sarebbe stato veramente troppo!
Ci voleva un impasto un po' asciutto per accompagnarlo e qualcos'altro che ne arrotondasse il gusto così spigoloso.
E quindi va da se: cake e cioccolato.
Certo che per me che amo gli impasti umidi non è che sia il massimo, ma dato l'abbinamento limone/cioccolato (che io amo) ne è uscito un gusto interessante...
Inoltre vorrei fare un appello: ma la VERA ricetta del plumcake... quello burroso e semplice... qualcuno ce l'ha?? Sembra facile, ma vi assicuro che le contaminazioni sono talmente tante che ho difficoltà a trovarla!
Ingredienti:
200 gr di farina 00
50 gr di maizena
150 gr di zucchero
150 gr di burro
3 uova
1 bustina di lievito
Per la farcitura:
100 gr circa di Lemon Curd
Per il top:
100 gr di cioccolato fondente al 70%
-Montare il burro ammorbidito con lo zucchero avendo pazienza di trasformarlo in una crema soffice e spumosa. Io ho usato la frusta elettrica.
-Unire poi la maizena a pioggia.
-Incorporare poi un uovo alla volta amalgamando bene.
-Unire infine la farina a pioggia e il lievito. L'impasto risulterà piuttosto denso tipo mousse.
-Mattere nella forma e livellare bene con la spatola.
-Infornare in forno preriscaldato a 170° per 30-35 minuti.
-La lievitazione è piuttosto uniforme a differenza dei cakes dalla tipica forma bombata.
-Sformare da tiepido e far finire il reffreddamento da capovolto.
-Una volta raffreddato tagliarlo a metà e farcirlo.
-Infine colare sopra il cioccolato fuso a bagnomaria e mettere in frigo per un'oretta o qb per fare rapprendere il cioccolato.
Un impasto perfetto per essere farcito e decorato data la leggerezza e la consistenza asciutta, ma non adatto (a mio parere) da consumare da solo.
e ricerca del real plum-cake
Quando acquistai il Lemon Curd alla Fiera Gastronomica Itinerante lo assaggiai in questo enorme banco con il tetto del tendone raffigurante una bandiera inglese. Pensai: beh, se non è buono questo!
E in effetti mi conquistò immediatamente (non lo avevo ancora mai assaporato). Ne acquistai due vasetti che ho custodito gelosamente fino all'altro giorno quando ho, con dedizione, cura e attenzione, deciso di aprirne uno. Temevo che una volta girato il tappo di quel barattolo non sarei più riuscita a smettere. D'altronde il Banana Curd mi aveva dato di questi problemi... :>
Vabbè... avrei resistito! Sarei stata forte!
Mi armo di cucchiaino, apro il barattolo (il ffopp della capsula mi fa da preludio alla delizia), annuso e... già lì le note eran diverse da come ricordavo. Storgo un po' il naso, affondo la posata in quella bella consistenza cremosa, ma era più compatta di quel che mi aspettassi. Assaggio e... mamma mia! Che sapore carico! Ma quello che avevo assaggiato lì mica era così! Era cremoso, vellutato e delicatamente asprigno...
Questo sembra un concentrato di limone abbinato a un burro decisamente saporito che ne conferisce qualche nota di formaggio.
Insomma... dacchè credevo di non fermarmi più dopo l'assaggio, ho poi dovuto inventarmi un dolce per cercare di consumarlo perchè così sul pane proprio non se ne parlava...
E nemmeno in una crostata perchè, se da un lato lo avrei finito in unica soluzione, dall'altro il suo gusto deciso sarebbe stato veramente troppo!
Ci voleva un impasto un po' asciutto per accompagnarlo e qualcos'altro che ne arrotondasse il gusto così spigoloso.
E quindi va da se: cake e cioccolato.
Certo che per me che amo gli impasti umidi non è che sia il massimo, ma dato l'abbinamento limone/cioccolato (che io amo) ne è uscito un gusto interessante...
Inoltre vorrei fare un appello: ma la VERA ricetta del plumcake... quello burroso e semplice... qualcuno ce l'ha?? Sembra facile, ma vi assicuro che le contaminazioni sono talmente tante che ho difficoltà a trovarla!
Ingredienti:
200 gr di farina 00
50 gr di maizena
150 gr di zucchero
150 gr di burro
3 uova
1 bustina di lievito
Per la farcitura:
100 gr circa di Lemon Curd
Per il top:
100 gr di cioccolato fondente al 70%
-Montare il burro ammorbidito con lo zucchero avendo pazienza di trasformarlo in una crema soffice e spumosa. Io ho usato la frusta elettrica.
-Unire poi la maizena a pioggia.
-Incorporare poi un uovo alla volta amalgamando bene.
-Unire infine la farina a pioggia e il lievito. L'impasto risulterà piuttosto denso tipo mousse.
-Mattere nella forma e livellare bene con la spatola.
-Infornare in forno preriscaldato a 170° per 30-35 minuti.
-La lievitazione è piuttosto uniforme a differenza dei cakes dalla tipica forma bombata.
-Sformare da tiepido e far finire il reffreddamento da capovolto.
-Una volta raffreddato tagliarlo a metà e farcirlo.
-Infine colare sopra il cioccolato fuso a bagnomaria e mettere in frigo per un'oretta o qb per fare rapprendere il cioccolato.
Un impasto perfetto per essere farcito e decorato data la leggerezza e la consistenza asciutta, ma non adatto (a mio parere) da consumare da solo.
lunedì 23 agosto 2010
GORGOPROFITEROLES
e i fantastici bisù

[Vorrei riesumare questo vecchio post datato 17 Maggio.
All'epoca non avevo ancora varato il blog, ma ci stavo lavorando.
Quando ho visto il Contest di Benedetta ho pensato valesse la pena rispolverarlo, dato che per me è stato motivo di orgoglio riuscire a preparare i bisù (tant'è che ne utilizzo l'immagine come avatar!) e farne un profiteroles salato che mi girava in testa da un po'. La foto è scarsa, ma spero mi perdonerete, unitamente al fatto di ri-proporre qualcosa di già postato.]
Era da qualche settimana che mi frullava questo profiteroles salato con cascata di gorgonzola fusa e semini di papavero sopra...
Lo immaginavo ripeno di un formaggio leggero e aromatico e i bisù uno sull'altro come il classico profiteroles dolce.
Si, bisù e non bignè, perchè era così che li chiamavano nel piccolo negozietto dove ci si fermava a comprarli ogni volta che si andava in campagna.
Erano fragranti e dal buon gusto di uova, leggerissimi e cavi all'interno pronti a ospitare delicate creme o deliziosa panna montata. Tuttavia erano così buoni da soli che non ricordo di averli mai mangiati ripieni.
E chi avrebbe mai detto che fossero così facili da preparare...?
Io mi sorprendo ancora nel constatare come basti un pizzico di tempo e applicazione... forse perchè fino a sei mesi fa non avevo mai fatto nemmeno un biscotto...
Qui ho preso le dosi, che non riscriverò perchè non c'è nulla di più chiaro di una videoricetta :)

Per quanto riguarda il ripieno, eccolo.
Ingredienti:
250 gr di ricotta
100 gr di robiola
50 gr Philadelphia
150 gr di gorgonzola dolce
Erbette miste (timo, prezzemolo, mentuccia, basilico)
olio evo
coriandolo in polvere
pepe
semi di papavero per guarnire
-Lavorare i formaggi (tranne il gorgonzola) in una terrina mescolando energicamente con una forchetta, aggiungendo un po' d'olio per ammorbidire il composto.
-Quando sarà diventata un crema unire le erbette tritate e le spezie incorporandole per bene.
-Inserire il composto in sac-a-poche con bocchetta liscia, praticare con quest'ultima un foro sotto il bisù e riempire.
-Fare sciogliere il gorgonzole a bagnomaria e farlo colare sulla piramide di bisù ripieni avendo cura di farne andare un po' tra l'uno e l'altro per fissarli insieme.
-Cospargere di semi di papavero e servire.
e i fantastici bisù
[Vorrei riesumare questo vecchio post datato 17 Maggio.
All'epoca non avevo ancora varato il blog, ma ci stavo lavorando.
Quando ho visto il Contest di Benedetta ho pensato valesse la pena rispolverarlo, dato che per me è stato motivo di orgoglio riuscire a preparare i bisù (tant'è che ne utilizzo l'immagine come avatar!) e farne un profiteroles salato che mi girava in testa da un po'. La foto è scarsa, ma spero mi perdonerete, unitamente al fatto di ri-proporre qualcosa di già postato.]
Era da qualche settimana che mi frullava questo profiteroles salato con cascata di gorgonzola fusa e semini di papavero sopra...
Lo immaginavo ripeno di un formaggio leggero e aromatico e i bisù uno sull'altro come il classico profiteroles dolce.
Si, bisù e non bignè, perchè era così che li chiamavano nel piccolo negozietto dove ci si fermava a comprarli ogni volta che si andava in campagna.
Erano fragranti e dal buon gusto di uova, leggerissimi e cavi all'interno pronti a ospitare delicate creme o deliziosa panna montata. Tuttavia erano così buoni da soli che non ricordo di averli mai mangiati ripieni.
E chi avrebbe mai detto che fossero così facili da preparare...?
Io mi sorprendo ancora nel constatare come basti un pizzico di tempo e applicazione... forse perchè fino a sei mesi fa non avevo mai fatto nemmeno un biscotto...
Qui ho preso le dosi, che non riscriverò perchè non c'è nulla di più chiaro di una videoricetta :)
Per quanto riguarda il ripieno, eccolo.
Ingredienti:
250 gr di ricotta
100 gr di robiola
50 gr Philadelphia
150 gr di gorgonzola dolce
Erbette miste (timo, prezzemolo, mentuccia, basilico)
olio evo
coriandolo in polvere
pepe
semi di papavero per guarnire
-Lavorare i formaggi (tranne il gorgonzola) in una terrina mescolando energicamente con una forchetta, aggiungendo un po' d'olio per ammorbidire il composto.
-Quando sarà diventata un crema unire le erbette tritate e le spezie incorporandole per bene.
-Inserire il composto in sac-a-poche con bocchetta liscia, praticare con quest'ultima un foro sotto il bisù e riempire.
-Fare sciogliere il gorgonzole a bagnomaria e farlo colare sulla piramide di bisù ripieni avendo cura di farne andare un po' tra l'uno e l'altro per fissarli insieme.
-Cospargere di semi di papavero e servire.
venerdì 20 agosto 2010
PESTO DI MELANZANE E PISTACCHI
e concitato assaggio
Non ho troppi testimoni di quanto sia buono questo pesto...
Il dì che lo preparai (eh, sì... ricetta di "repertorio") fu per portarlo a casa di un'amica insieme a un dolcetto. Era la prima volta che si mangiava insieme e che mi recavo a casa sua.
Ricordo che lo preparai di fretta e che ero in ritardo. Ne misi di corsa i 2/3 in un contenitore di vetro, lo infilai in una borsa e scesi al volo le scale lasciando in cucina tutto il casino della preparazione (gusci di pistacchi, bucce di melanzane, mixer da lavare, olio e sale ovunque). Ero veramente con l'acqua alla gola anche perchè essendo un'amica non di vecchia data ci tenevo un po' di a una certa puntualità...
Arrivo sotto, salgo in macchina, poso dentro la borsa e noto un certo dislivello sul panorama davanti a me.
- No... posteriore sinistra... gomma a terra!
E giù una sequela di signorili epiteti per la gomma...
Per fortuna l'hommo non era al lavoro! Avrei preso la sua macchina...
Torno indietro, poso la borsa col vasetto di pesto sul muretto sotto casa e volo su a prendere le altre chiavi, torno giù tipo ali ai piedi e che ti trovo? La borsa col vasetto per terra.
Altri epiteti volanti... guardo dentro per sistemare il vasetto: SPACCATO! E qui gli improperi si son sprecati...
Risalgo al volo a in casa, mollo il barattolo rotto del pesto insieme al resto del casino, ne prendo il rimanente (mettendolo concitatamente in un contenitore DI PLASTICA) amorosamente conservato per l'hommo (perchè era TROPPO buono e DOVEVA almeno assaggiarlo) e scappo via.
Morale: quando lui è rientrato da alcune commissioni si è trovato la cucina tipo "tromba d'aria" da riordinare, una gomma da cambiare e nemmeno un po' di sughetto consolatore per condirsi una pasta a pranzo... :P
Per fortuna è veloce e glielo rifarò presto!
E per fortuna quel che era rimasto era abbondante e sufficiente per due.
L'unica testimone ha apprezzato tantisssssimo :)
Ingredienti:
1 melanzana, preferibilmente la qualità chiara
50 gr di pistacchi salati sgusciati
una decina di foglie di basilico
50 gr tra parmigiano e pecorino
olio evo qb
pepe
un piccolo spicchio d'aglio
-Fare stufare la melanzana finchè non accennerà a disfarsi e poi frullarla.
-Tritare non troppo finemente nel mixer il basilico, i pistacchi, l'aglio e i formaggi come a fare il classico pesto.
-Unire i due composti correggendo di olio sale e pepe.
Quel tipo di melanzana è particolarmente dolce e ben si sposa con i sapidi pistacchi creando una crema davvero delicata...
e concitato assaggio
Non ho troppi testimoni di quanto sia buono questo pesto...
Il dì che lo preparai (eh, sì... ricetta di "repertorio") fu per portarlo a casa di un'amica insieme a un dolcetto. Era la prima volta che si mangiava insieme e che mi recavo a casa sua.
Ricordo che lo preparai di fretta e che ero in ritardo. Ne misi di corsa i 2/3 in un contenitore di vetro, lo infilai in una borsa e scesi al volo le scale lasciando in cucina tutto il casino della preparazione (gusci di pistacchi, bucce di melanzane, mixer da lavare, olio e sale ovunque). Ero veramente con l'acqua alla gola anche perchè essendo un'amica non di vecchia data ci tenevo un po' di a una certa puntualità...
Arrivo sotto, salgo in macchina, poso dentro la borsa e noto un certo dislivello sul panorama davanti a me.
- No... posteriore sinistra... gomma a terra!
E giù una sequela di signorili epiteti per la gomma...
Per fortuna l'hommo non era al lavoro! Avrei preso la sua macchina...
Torno indietro, poso la borsa col vasetto di pesto sul muretto sotto casa e volo su a prendere le altre chiavi, torno giù tipo ali ai piedi e che ti trovo? La borsa col vasetto per terra.
Altri epiteti volanti... guardo dentro per sistemare il vasetto: SPACCATO! E qui gli improperi si son sprecati...
Risalgo al volo a in casa, mollo il barattolo rotto del pesto insieme al resto del casino, ne prendo il rimanente (mettendolo concitatamente in un contenitore DI PLASTICA) amorosamente conservato per l'hommo (perchè era TROPPO buono e DOVEVA almeno assaggiarlo) e scappo via.
Morale: quando lui è rientrato da alcune commissioni si è trovato la cucina tipo "tromba d'aria" da riordinare, una gomma da cambiare e nemmeno un po' di sughetto consolatore per condirsi una pasta a pranzo... :P
Per fortuna è veloce e glielo rifarò presto!
E per fortuna quel che era rimasto era abbondante e sufficiente per due.
L'unica testimone ha apprezzato tantisssssimo :)
Ingredienti:
1 melanzana, preferibilmente la qualità chiara
50 gr di pistacchi salati sgusciati
una decina di foglie di basilico
50 gr tra parmigiano e pecorino
olio evo qb
pepe
un piccolo spicchio d'aglio
-Fare stufare la melanzana finchè non accennerà a disfarsi e poi frullarla.
-Tritare non troppo finemente nel mixer il basilico, i pistacchi, l'aglio e i formaggi come a fare il classico pesto.
-Unire i due composti correggendo di olio sale e pepe.
Quel tipo di melanzana è particolarmente dolce e ben si sposa con i sapidi pistacchi creando una crema davvero delicata...
lunedì 16 agosto 2010
SHORTBREADS MALVA, PEPE E MANDORLE
Aperitivando...
A me un goccetto ogni tanto piace proprio :) !
Un bel cocktail forte in compagnia mi dà una bella e gradita corroborata!
Lo reggo bene e non esagero. E' semplicemente il piacere di un po' di alcol, magari dosato e miscelato a creare qualcosa di particolare...
Personalmente ho la mia miscela preferita di cui parlerò più avanti (quando il bar che l'ha creata riaprirà i battenti), ma son sempre curiosa di provarne di nuove.
Non ho gusti complicati: non amo il troppo dolce nè il troppo secco, quindi con me non è difficile sperimentare, basta un po' di fantasia.
Ecco, magari prediligo i bicchieri "impugnabili" e non quelli da Martini. Bellissimi eh, ma da colmi mi dondolano paurosamente tra le mani costringendo la bocca un po' a proboscide ad andare verso il bicchiere (invece che viceversa da Galateo! :) ... insomma nemmeno tanto un bel vedere!
Quando ho saputo che sotto i leggiadri fiori di Lucy batteva un cuore da barwoman mi sono entusiasmata!
L'ultimo cocktail da lei creato credo debba essere nelle mie corde.
E inoltre è di un bello...
E così, complice il suo contest e l'ispirazione che ho avuto dal suo aperitivo, ho sfornato questi.
Non vi dico che profumo di pepe si è sprigionato durante la cottura... sublime!
Ingredienti:
250 gr di farina 00
150 gr di burro
1 cucchiaino raso di sale
1 cucchiaino raso di pepe
70 gr di mandorle pelate
4 cucchiai di fiori di malva essiccati
1 tuorlo
-Passare al mixer il burro, la farina, il sale e il pepe finché non si sia formato un composto sabbioso.
-Trasferire in un terrina, unire i fiori di malva e impastare finché gli ingredienti non si siano legati tra loro.
-Formare con l'impasto ottenuto 3 salamini del diametro di circa 3 cm, avvolegere nella pellicole e mettere in frigo per una mezz'oretta.
-Intanto tritare gorssolanamente le mandorle fino a formare una granella.
-Trascorso il tempo dovuto spellicolare i salamini, spennellarli con tuorlo d'uovo e rotolarli nella granella facendo una leggera pressione.
-Riavvolgere nella pellicola e lasciare in frigo un'altra mezz'ora.
-Preriscaldare il forno a 170° e infornare una placca rivestita di carta da forno con i biscotti ottenuti tagliando i salamotti a fette di circa 1 cm di spessore o poco meno. Cospargere la superficie di sale.
-Cuocere per una ventina di minuti o fino a leggera coloritura.
-Servire freddi e conservare poi in scatola di latta.
Il burroso e il pepe a mio avviso ben si sposano con gli ingredienti dell'aperitivo di Lucy, ma sarà lei a dirmi se ho ragione...
Aperitivando...
A me un goccetto ogni tanto piace proprio :) !
Un bel cocktail forte in compagnia mi dà una bella e gradita corroborata!
Lo reggo bene e non esagero. E' semplicemente il piacere di un po' di alcol, magari dosato e miscelato a creare qualcosa di particolare...
Personalmente ho la mia miscela preferita di cui parlerò più avanti (quando il bar che l'ha creata riaprirà i battenti), ma son sempre curiosa di provarne di nuove.
Non ho gusti complicati: non amo il troppo dolce nè il troppo secco, quindi con me non è difficile sperimentare, basta un po' di fantasia.
Ecco, magari prediligo i bicchieri "impugnabili" e non quelli da Martini. Bellissimi eh, ma da colmi mi dondolano paurosamente tra le mani costringendo la bocca un po' a proboscide ad andare verso il bicchiere (invece che viceversa da Galateo! :) ... insomma nemmeno tanto un bel vedere!
Quando ho saputo che sotto i leggiadri fiori di Lucy batteva un cuore da barwoman mi sono entusiasmata!
L'ultimo cocktail da lei creato credo debba essere nelle mie corde.
E inoltre è di un bello...
E così, complice il suo contest e l'ispirazione che ho avuto dal suo aperitivo, ho sfornato questi.
Non vi dico che profumo di pepe si è sprigionato durante la cottura... sublime!
Ingredienti:
250 gr di farina 00
150 gr di burro
1 cucchiaino raso di sale
1 cucchiaino raso di pepe
70 gr di mandorle pelate
4 cucchiai di fiori di malva essiccati
1 tuorlo
-Passare al mixer il burro, la farina, il sale e il pepe finché non si sia formato un composto sabbioso.
-Trasferire in un terrina, unire i fiori di malva e impastare finché gli ingredienti non si siano legati tra loro.
-Formare con l'impasto ottenuto 3 salamini del diametro di circa 3 cm, avvolegere nella pellicole e mettere in frigo per una mezz'oretta.
-Intanto tritare gorssolanamente le mandorle fino a formare una granella.
-Trascorso il tempo dovuto spellicolare i salamini, spennellarli con tuorlo d'uovo e rotolarli nella granella facendo una leggera pressione.
-Riavvolgere nella pellicola e lasciare in frigo un'altra mezz'ora.
-Preriscaldare il forno a 170° e infornare una placca rivestita di carta da forno con i biscotti ottenuti tagliando i salamotti a fette di circa 1 cm di spessore o poco meno. Cospargere la superficie di sale.
-Cuocere per una ventina di minuti o fino a leggera coloritura.
-Servire freddi e conservare poi in scatola di latta.
Il burroso e il pepe a mio avviso ben si sposano con gli ingredienti dell'aperitivo di Lucy, ma sarà lei a dirmi se ho ragione...
venerdì 13 agosto 2010
TORTA LIMONE E COCCO
per le mie (non)vacanze
Quasi tutti in ferie o a casa con un po' più tempo a disposizione. Nel mio caso le cose in questo periodo son controcorrente. Pochissmo tempo e niente ferie.
Tanta voglia di pasticciare che però si affievolisce nel momento in cui posso perchè è ormai ora tarda.
Diffatti questa semplice torta l'ho fatta alle 10 di sera solo perchè ormai non riesco a immaginare di non prepararmi qualcosa di buono per colazione.
La mia adorata ricottanellimpasto fa di nuovo capolino dato che le temperature ora ne consentono una migliore conservazione.
Un dolce fatto di corsa, ma con voglia. Che dedico a tutti, ma in particolare a chi, come me, quest'anno non si discosterà dal solito panorama.
Però agosto in città è bellissimo... tutto assume una dimensione da paesone. Poco traffico, gente un po' (ma solo un po') meno fuori di testa, silenzio surreale. Tra le persone rimaste si instaura subito un rapporto informale come complici di una stessa dimensione comune.
Ci si sorride per strada. Quasi ci si saluta...
Le chiacchierate si fanno confidenze sicuri che poche orecchie ascoltino e diventano quasi promesse di futuri rapporti che poi puntualmente e con naturalezza si infrangono col ritorno della routine.
E' una vacanza mentale a cui non puoi sottrarti, attimi preziosi che solo due settimane l'anno una città grande come la mia riesce a vivere: tu la respiri perchè tutto intorno a te la respira.
Come non puoi sottrarti al capitolare degli eventi quando la dimensione torna quella di sempre. Anche se non vuoi sei preso negli ingranaggi della ruota che ricomincia a girare.
Torni con la mente a questa atmosfera intima, ma non riuscirai a ricrearla perchè tutto riprende e la ruota di una grande città è davvero troppo grande per non rimanerne impigliati...
Per quello mi godo questi giorni preziosi come se fossero il riposo di un gigante che presto tornerà a tritare e macinare.
Ingredienti:
200 gr di farina 00
50 gr di cocco rapè
250 gr di ricotta romana
200 gr di zucchero
2 uova
1 limone scorza e buccia
1 cucchiaio di semi di papavero
50 gr di burro
1 bustina di lievito
-Lavorare zucchero e ricotta con la frusta elettrica finchè non saranno cremosi.
-Aggiungere le uova una alla volta amalgamando bene.
-Unire poi il succo e la scorza del limone.
-Sempre miscelando unire a pioggia le farine e infine il burro fuso fatto raffreddare.
-Concludere aggiungendo il lievito e i semi di papavero.
-Mettere nello stampo che preferite e spolverare la superficie con un altro po' di semini.
-Infornare a 180° in forno preriscaldato per 35-40 minuti. Farà fede la prova stecchino.
-Sformare a freddo.
E' sempre bello scoprire come questo impasto abbia la morbidezza e l'umidità di un dolce che non sfigurerebbe servito come dessert, magari con una colatina di cioccolato fondente...
per le mie (non)vacanze
Quasi tutti in ferie o a casa con un po' più tempo a disposizione. Nel mio caso le cose in questo periodo son controcorrente. Pochissmo tempo e niente ferie.
Tanta voglia di pasticciare che però si affievolisce nel momento in cui posso perchè è ormai ora tarda.
Diffatti questa semplice torta l'ho fatta alle 10 di sera solo perchè ormai non riesco a immaginare di non prepararmi qualcosa di buono per colazione.
La mia adorata ricottanellimpasto fa di nuovo capolino dato che le temperature ora ne consentono una migliore conservazione.
Un dolce fatto di corsa, ma con voglia. Che dedico a tutti, ma in particolare a chi, come me, quest'anno non si discosterà dal solito panorama.
Però agosto in città è bellissimo... tutto assume una dimensione da paesone. Poco traffico, gente un po' (ma solo un po') meno fuori di testa, silenzio surreale. Tra le persone rimaste si instaura subito un rapporto informale come complici di una stessa dimensione comune.
Ci si sorride per strada. Quasi ci si saluta...
Le chiacchierate si fanno confidenze sicuri che poche orecchie ascoltino e diventano quasi promesse di futuri rapporti che poi puntualmente e con naturalezza si infrangono col ritorno della routine.
E' una vacanza mentale a cui non puoi sottrarti, attimi preziosi che solo due settimane l'anno una città grande come la mia riesce a vivere: tu la respiri perchè tutto intorno a te la respira.
Come non puoi sottrarti al capitolare degli eventi quando la dimensione torna quella di sempre. Anche se non vuoi sei preso negli ingranaggi della ruota che ricomincia a girare.
Torni con la mente a questa atmosfera intima, ma non riuscirai a ricrearla perchè tutto riprende e la ruota di una grande città è davvero troppo grande per non rimanerne impigliati...
Per quello mi godo questi giorni preziosi come se fossero il riposo di un gigante che presto tornerà a tritare e macinare.
Ingredienti:
200 gr di farina 00
50 gr di cocco rapè
250 gr di ricotta romana
200 gr di zucchero
2 uova
1 limone scorza e buccia
1 cucchiaio di semi di papavero
50 gr di burro
1 bustina di lievito
-Lavorare zucchero e ricotta con la frusta elettrica finchè non saranno cremosi.
-Aggiungere le uova una alla volta amalgamando bene.
-Unire poi il succo e la scorza del limone.
-Sempre miscelando unire a pioggia le farine e infine il burro fuso fatto raffreddare.
-Concludere aggiungendo il lievito e i semi di papavero.
-Mettere nello stampo che preferite e spolverare la superficie con un altro po' di semini.
-Infornare a 180° in forno preriscaldato per 35-40 minuti. Farà fede la prova stecchino.
-Sformare a freddo.
E' sempre bello scoprire come questo impasto abbia la morbidezza e l'umidità di un dolce che non sfigurerebbe servito come dessert, magari con una colatina di cioccolato fondente...
lunedì 9 agosto 2010
MULTI-FLOUR CAKE
Farcito con mirtilli alla lavanda
La farina 00 per una base neutra...
La farina multicereali per colorare l'impasto...
La farina di riso per dare dolcezza...
La maizena per donare la sofficità...
La farina di mais per un tocco rustico...
L'olio per un cake leggero...
Il limone per un aroma profumato...
Il ruhm per dare un tono...
I mirtilli per una colorata farcitura...
La lavanda per quel gusto in più...
Lo yogurt... perchè sennò mi scadeva! :D
Guarda tu come un solo ingrediente da far fuori muova intorno a sè tutto un carosello di elementi e ragionamenti!
Mi divertono sempre queste cose :)
Ingredienti:
80 gr di farina 00
80 gr di farina multicereali
80 gr di farina di riso
55 gr di maizena
55 gr di farina di mais da polenta
200 gr di zucchero
500 gr di yogurt al naturale
1 limone bio, la scorza
4 uova
1 bicchiere di olio di semi
3 cucchiai di ruhm
1 bustina di lievito per dolci
per la composta:
350 gr di mirtilli
150 gr di zucchero
1 rametto di lavanda
-Lavorare uova e zucchero con una frusta elettrica finchè non saranno chiare e spumose.
-Aggiungere lo yogurt, il ruhm e la scorzetta di limone grattugiata e amalgamare.
-Procedere poi con le varie farine a pioggia sempre mescolando bene.
-Unire infine l'olio a filo e concludere aggiungendo il lievito sempre amalgamando.
-Infornare in forno preriscaldato a 180° per 45-50 min, ma dipende dalle dimensioni del cake e questo è piuttosto grosso. Fa sempre fede la prova stecchino.
-Mentre il dolce cuoce preparare la composta mettendo mirtilli e zucchero in un pentolino.
-Rimestare spesso finchè non si raggiunge la densità desiderata, ma sempre considerando che da fredda sarà maggiormente consistente. A me ci è voluta circa mezz'ora.
-Poco prima di togliere dal fuoco aggiungere la lavanda e farla sobbollire per qualche minuto insieme alla composta.
-Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare in contenitore di vetro.
-Quando sia il dolce che la composta saranno freddi procedere alla farcitura. La dose di marmellata è perfetta per farcire un cake piuttosto grosso come questo.
Non racconterò che è un dolce da mille e una notte. In vero i cakes senza burro non mi entusiasmano, ma ogni tanto una preparazione più leggera ci va (mica si vive di solo Banana Curd ! :D ) e a giudicare dal micropezzo rimasto... non è decisamente stato vittima di discriminazioni! :)
Farcito con mirtilli alla lavanda
La farina 00 per una base neutra...
La farina multicereali per colorare l'impasto...
La farina di riso per dare dolcezza...
La maizena per donare la sofficità...
La farina di mais per un tocco rustico...
L'olio per un cake leggero...
Il limone per un aroma profumato...
Il ruhm per dare un tono...
I mirtilli per una colorata farcitura...
La lavanda per quel gusto in più...
Lo yogurt... perchè sennò mi scadeva! :D
Guarda tu come un solo ingrediente da far fuori muova intorno a sè tutto un carosello di elementi e ragionamenti!
Mi divertono sempre queste cose :)
Ingredienti:
80 gr di farina 00
80 gr di farina multicereali
80 gr di farina di riso
55 gr di maizena
55 gr di farina di mais da polenta
200 gr di zucchero
500 gr di yogurt al naturale
1 limone bio, la scorza
4 uova
1 bicchiere di olio di semi
3 cucchiai di ruhm
1 bustina di lievito per dolci
per la composta:
350 gr di mirtilli
150 gr di zucchero
1 rametto di lavanda
-Lavorare uova e zucchero con una frusta elettrica finchè non saranno chiare e spumose.
-Aggiungere lo yogurt, il ruhm e la scorzetta di limone grattugiata e amalgamare.
-Procedere poi con le varie farine a pioggia sempre mescolando bene.
-Unire infine l'olio a filo e concludere aggiungendo il lievito sempre amalgamando.
-Infornare in forno preriscaldato a 180° per 45-50 min, ma dipende dalle dimensioni del cake e questo è piuttosto grosso. Fa sempre fede la prova stecchino.
-Mentre il dolce cuoce preparare la composta mettendo mirtilli e zucchero in un pentolino.
-Rimestare spesso finchè non si raggiunge la densità desiderata, ma sempre considerando che da fredda sarà maggiormente consistente. A me ci è voluta circa mezz'ora.
-Poco prima di togliere dal fuoco aggiungere la lavanda e farla sobbollire per qualche minuto insieme alla composta.
-Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare in contenitore di vetro.
-Quando sia il dolce che la composta saranno freddi procedere alla farcitura. La dose di marmellata è perfetta per farcire un cake piuttosto grosso come questo.
Non racconterò che è un dolce da mille e una notte. In vero i cakes senza burro non mi entusiasmano, ma ogni tanto una preparazione più leggera ci va (mica si vive di solo Banana Curd ! :D ) e a giudicare dal micropezzo rimasto... non è decisamente stato vittima di discriminazioni! :)
Iscriviti a:
Post (Atom)
